Nel tempo dei lupi

 

Guido è un tecnico, monta antenne per cellulari. Da Torino un giorno la sua azienda lo manda sui monti alle spalle di Imperia, per installare un impianto in una sperduta località al confine tra Italia e Francia. Lì incontra Giusè, detto Burasca, l’ultimo pastore a vivere lassù, lontano da tutto e da tutti, solo con le sue bestie. E, inaspettatamente, a unirli sarà un’avventura che cambierà nel profondo le vite di entrambi, alle prese con il ritorno, tra quelle montagne impervie, del predatore più misterioso.

Nel tempo dei lupi è una storia che corre al confine, sospesa fra la modernità di oggi, scandita dalla tecnologia senza la quale siamo ormai incapaci di sopravvivere, e l’apparente immobilità di un mondo antico, dove è l’uomo a essere dominato. Ma è anche la storia dell’amicizia tra un giovane dei nostri giorni e un vecchio che sembra provenire dal passato, il cui incontro non potrà che svelare ancora una volta la deriva della ragione e la sapienza dell’istinto. Un piccolo grande racconto epico, sul ritorno alle origini che abbiamo dimenticato.

 

 

GIACOMO REVELLI è nato a Sanremo nel 1975. Autore di racconti e romanzi, ha pubblicato A-10 (Ennepilibri, 2006), Dell’approvvigionamento idrico della città di Genova (Fratelli Frilli, 2009) e Confini senza frontiere (Ultima Spiaggia, 2015). Con Andrea Ferraris ha realizzato il fumetto Bottecchia (Tunué, 2011). Sul suo blog (baronirampanti.wordpress.com) racconta il ponente ligure. Lavora come redattore e si occupa di comunicazione per i siti web della Regione Liguria. 

 

9788894213102 - Nel tempo dei lupi - Giacomo Revelli

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La scuola come maneggio del sistema.

 

Nel pieno della contestazione studentesca del Sessantotto, un professore di storia e filosofia alle prime armi torna da insegnante nel prestigioso liceo classico genovese dal quale era uscito pochi anni prima come studente. Dall’impatto fra la vecchia scuola e le nuove idee gli viene l’impulso a scrivere un pamphlet dove la scuola stessa è analizzata come un’istituzione totale, il cui scopo non è quello di promuovere il pensiero critico ma di deprimerlo, producendo mentalità autoritarie e conformiste. Il testo incontra il favore di un’organizzazione di studenti medi, che lo fa suo e lo trasforma in un opuscolo a propria firma, stampato a ciclostile in centinaia di copie e distribuito nelle assemblee e all’ingresso delle scuole. È così che nasce La scuola come maneggio del sistema.

 

 

ANTONIO GIBELLI, docente di storia contemporanea all’Università di Genova, è tra i più importanti studiosi della prima guerra mondiale. Ha fondato l’Archivio Ligure della Scrittura Popolare per la raccolta di lettere, diari e memorie di gente comune. Tra i suoi libri L’officina della guerra (1991, ultima ed. Bollati Boringhieri 2007), La Grande Guerra degli italiani (1998, ultima ed. Rizzoli 2014), Il popolo bambino. Infanzia e nazione dalla Grande Guerra a Salò (Einaudi 2005), La Guerra Grande (Laterza 2015). Ha inoltre scritto Berlusconi passato alla storia (Donzelli 2010).

 

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