"La ragazza che ero, la riconosco", incontro con le autrici venerdì 2 marzo alle 18

Genova, anni Settanta: molte donne, come in altre città italiane, partecipano al movimento femminista che riempie le piazze. Ma fanno contemporaneamente anche un lavoro più nascosto, riunendosi in collettivi nelle case e nelle sedi più o meno provvisorie che la politica povera della sinistra extraparlamentare poteva mettere a disposizione in quegli anni. Quel lavoro, vera e propria pratica politica definita “autocoscienza”, ha segnato la vita di tutte e l’eredità che le ragazze del ’68 lasciano alle donne venute dopo. A quarant’anni di distanza, dieci protagoniste di quel collettivo femminista genovese si sono reincontrate, per provare a raccontare che cosa è successo nel frattempo a ciascuna di loro e al mondo. Questi frammenti di biografie femministe illuminano una stagione di forte impegno ancora troppo lacunosamente ricostruito, affondando nella storia personale di ognuna, nelle differenze di classe e collocazione, nelle reciproche relazioni e nelle vicende di una città, dal dopoguerra a oggi.

 

Venerdì 2 marzo alle h. 18 in libreria appuntamento per una chiacchierata insieme alle autrici del volume La ragazza che ero, la riconosco (Iacobelli), a cura di Silvia Neonato, il racconto del Sessantotto attraverso l'autobiografia di dieci protagoniste del movimento femminista a Genova: Maria Alacevich, Marta Baiardi, Rossana Cirillo, Maria Pia Conte, Silvia Neonato, Marina Olivari, Giulia Richebuono, Giovanna Sissa.